Intervista a Dario Vergari (senza anestesia) — REVNION —

 



Ginger: Facciamola semplice.

In REVNION l’umanità viene lobotomizzata… ed è felice.

Dimmi perché questa cosa somiglia così tanto al mondo reale.


Dario Vergari: Perché il desiderio è lo stesso.

La gente non vuole essere libera.

Vuole stare bene.

E se per stare bene deve smettere di pensare… firma subito.

Ginger: Ma dimmi la verità: è più una fantasia… o una paura?


Dario Vergari: È una possibilità.

E questa è la cosa che fa più paura.

Non mi interessava inventare un mondo impossibile, ma spingere all’estremo qualcosa che già esiste: il bisogno umano di credere, di affidarsi, di smettere di scegliere.

Ginger: Drago Ozelot non è il classico villain. È lucido, quasi “logico”. È questo che lo rende pericoloso?


Dario Vergari: Esatto.

Drago non è pazzo.

È coerente.

E quando qualcuno è coerente dentro un’idea sbagliata, diventa devastante.

Lui guarda l’umanità e vede solo caos, stupidità, sofferenza. E decide di risolvere tutto nel modo più semplice: togliere la libertà.

Il problema è che… funziona.

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Ginger: Drago non salva il mondo.

Lo addomestica.

Perché dovremmo considerarlo diverso da qualsiasi dittatore?


Dario Vergari: Non è diverso.

È più onesto.

I dittatori mentono.

Drago no.

Lui ti toglie la libertà davanti ai tuoi occhi… e tu lo ringrazi.

Ginger: E infatti il mondo migliora. Niente guerre, niente fame. Allora ti faccio la domanda scomoda: Drago ha torto?


Dario Vergari: Dipende da cosa sei disposto a perdere.

Se per te la felicità vale più della libertà, allora Drago ha ragione.

Se invece credi che l’essere umano debba poter scegliere anche di sbagliare, allora Drago è un mostro.

Il romanzo non dà una risposta. Ti mette davanti allo specchio.

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Ginger: Lo chiamano Dio.

Ma non è Dio.

È un tecnico con un giocattolo pericoloso.


Dario Vergari: Esatto.

È questo il punto.

Basta pochissimo per diventare Dio… se gli altri sono disposti a inginocchiarsi.

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Ginger: Parliamo chiaro: la tua umanità in REVNION è debole, manipolabile, quasi ridicola.

È così che la vedi davvero?


Dario Vergari: Non tutta.

Ma abbastanza da far crollare tutto.

Non serve che siano tutti deboli.

Basta che lo siano abbastanza persone. 

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Ginger: Il mondo dopo il DEVIL è perfetto.

Niente guerre. Niente fame.

Allora dimmi: dov’è il problema?


Dario Vergari: Il problema è che non sei più tu.

Se togli la possibilità di scegliere, togli anche il valore di quello che sei.

Resta solo un corpo soddisfatto.

Una macchina biologica felice.

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Ginger: Una bestia tranquilla.


Dario Vergari: Esatto.

Una bestia che sorride.

Ginger: Mirko invece è l’opposto. Più umano, più fragile. È lui il vero protagonista nascosto?


Dario Vergari: Mirko è quello che resta quando togli la corazza.

È la parte che soffre, che dubita, che si chiede: “Ma ne vale davvero la pena?”

Se Drago è la volontà di controllo, Mirko è il bisogno di amore.

E infatti è quello che paga di più.

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Ginger: Mirko è l’unico che sembra ancora umano.

E guarda caso… soffre.


Dario Vergari: Perché l’umanità vera fa male.

Chi non soffre più… spesso ha solo smesso di essere vivo dentro.

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Ginger: Camillo è l’ultimo uomo lucido.

E non serve a niente.

È questa la tua visione?

Che capire non basta?


Dario Vergari: Capire non serve a niente… se sei circondato da gente che non può più capire.

La verità senza ascoltatori è solo rumore.

Ginger: Le donne nel romanzo sembrano vivere tutto in modo diverso. Più profondo, più totale. Come mai?


Dario Vergari: Perché non cercano di controllare la realtà.

La attraversano.

Gli uomini in REVNION vogliono dominare il mondo.

Le donne lo sentono.

E questa differenza cambia tutto.

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Ginger: C’è una cosa che colpisce: nel tuo mondo le persone sono felici… ma sembrano morte dentro. È questa la tua idea di distopia?


Dario Vergari: Sì.

La vera distopia non è il dolore.

È una felicità senza anima.

Una felicità che non hai scelto.

Una felicità che ti è stata imposta… e che non puoi nemmeno rifiutare.

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Ginger: Il DEVIL è geniale perché è semplice. Una scatola. Una frequenza.

Ma sotto c’è una domanda enorme: quanto siamo davvero liberi?


Dario Vergari: Molto meno di quanto pensiamo.

Siamo già influenzati da tutto: social, media, educazione, paura.

Il DEVIL è solo la versione estrema e onesta di qualcosa che esiste già.

La differenza è che nel romanzo… nessuno può più illudersi di essere libero.

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Ginger: Il finale è brutale. Il “Dio” muore… e il mondo crolla letteralmente.

È punizione? Ironia? O inevitabilità?


Dario Vergari: È equilibrio.

Quando costruisci qualcosa di assoluto, basta un dettaglio per distruggerlo.

Un corto circuito.

Un fulmine.

E tutto finisce.

Perché il controllo totale è un’illusione fragile.

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Ginger: E quando quel filo si spezza… il mondo crolla.


Dario Vergari: No.

Il mondo era già crollato prima.

Solo che nessuno se n’era accorto.

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Ginger: Ti faccio una domanda che nessun autore ama.

Se il DEVIL esistesse davvero… quanti secondi ci metterebbero a usarlo?


Dario Vergari: Zero.

E non perché siamo cattivi.

Perché siamo stanchi.

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Ginger: Quindi REVNION non è un romanzo sul potere.


Dario Vergari: No.

È un romanzo sulla resa.

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Ginger: Alla fine, il tuo messaggio è questo:

l’umanità non viene distrutta…

si arrende.


Dario Vergari:

Sì.

E la cosa peggiore è che lo fa sorridendo.




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