L'Amore in REVNION
Il tema dell'amore (e del suo opposto, l'odio) è centrale nel romanzo distopico REVNION di Dario Vergari, dove viene esplorato sia come un imperativo imposto attraverso la manipolazione che come un elemento di profonda connessione e perdita tra i personaggi.
L'Amore come Imperativo Divino e Filosofia
La frase "All you need is love", che funge da titolo del prologo, stabilisce subito l'ambiguità del concetto nel romanzo. La storia si sviluppa attorno all'idea che la chiave della felicità e dell'ordine mondiale possa risiedere nella musica, vista come il "vettore del messaggio divino, il linguaggio universale per la comprensione del messaggio di Dio".
Drago Ozelot, il protagonista soprannominato il Meticoloso, utilizza il DEVIL (Dispositivo Emozionale Variabile Intra Limbico) per imporre un nuovo ordine in cui l'umanità è costretta ad amare:
Drago aspira a un mondo in cui "l’imperativo di amare era divenuto più forte dell’istinto di accaparrare".
Tra i suoi nuovi comandamenti, impartiti come il "Senzanome", vi è: "Amate l’amore, fuggite dall’odio".
Nel suo discorso finale, Drago afferma che l'unica cosa a cui l'umanità deve restare vicina è "l’amore", l'unica cosa che si deve imparare e insegnare.
Tuttavia, questa visione è controversa: Drago stesso, che pure ha a cuore le sorti del pianeta ed è stanco degli "orrori" del vecchio mondo, è presentato come cinico e crede che sia giusto manipolare l'umanità per farla vivere felice. La sua azione si colloca in una "zona grigia", poiché il suo fine è nobile, ma i suoi mezzi non sono moralmente giusti.
Manipolazione Emotiva: Odio ed Estasi
Il Devil, agendo tramite frequenze sonore, è in grado di manipolare le emozioni. Il dispositivo può scatenare un'ampia gamma di reazioni, tra cui l'odio e la violenza.
Drago considera l'odio ("odio") "la più potente fra le emozioni, una ruggine corrosiva dell’anima, un catalizzatore ancora più forte dell'amore".
Il dispositivo è anche in grado di indurre l'euforia e l'estasi mistica. Durante un esperimento in sala prove, una ragazza, Anna la Rossa, sperimenta una "voluttà sensuale" che culmina in un orgasmo "caldo e irresistibile" a ritmo di musica, sentendosi contemporaneamente osservata da Drago. Mirko in seguito ricorda che il Devil era stato tarato sull'eccitazione sessuale.
L'effetto finale del Devil, l'"effetto God", induce una visione mistica e l'adorazione, descritta da Mirko come un "totale-super-orgasmo-mistico".
Amicizia, Solitudine e la Ricerca di una Connessione Genuina
Nonostante Drago imponga l'amore universale, il romanzo è intriso di malinconia legata alla perdita di connessioni reali e alla solitudine.
I rapporti tra i membri del gruppo, in particolare tra Drago, Mirko e Diossido, sono segnati dall'amicizia, ma anche dalla perdita.
Il Devil crea una forma di felicità che, per Mirko, annulla l'individualità, portando a una profonda solitudine, nonostante sia "in pace per la prima volta". Mirko si sente "schifosamente solo" e lamenta la mancanza di un "cervello con delle opinioni proprie" con cui parlare alla pari.
Anche Drago Ozelot, il "Dio," sperimenta la solitudine, arrivando a chiamare Mirko perché ha bisogno di un "cervello con cui parlare alla pari".
La perdita del loro luogo di ritrovo, "La Resi," è un simbolo della "amicizia perduta", dato che, dopo la Rivelazione, non c'è più bisogno di difendersi dagli "zombie decerebrati".
L'affetto per gli amici perduti riaffiora in momenti di lutto, come al funerale di Nero e Pescatore, quando i membri della Resi si riuniscono per suonare e cantare "love love love" per affrontare il dolore.
Mirko, dopo aver camminato per mesi, riconosce che il suo vero desiderio è di convincersi che le loro azioni hanno un senso e di trovare una "ciliegina sulla torta" (una felicità elusiva/amore), desiderando di non sentirsi sempre "schifosamente solo".
Infine, l'opera è dedicata a Jiranuch, per "l'amore, i sorrisi, la grazia e la gioia che mi regala ogni giorno", suggerendo un valore personale dell'amore al di fuori della distopia narrativa.

Commenti
Posta un commento