L'Onirico e lo Spirituale in Apro gli occhi

 


Il romanzo Apro gli occhi di Dario Vergari, pur essendo un thriller di impegno sociale e un noir hard boiled, integra profondamente l'elemento onirico e spirituale come motore del cambiamento e come rivelazione della vera natura della realtà, in linea con l'esplorazione di dinamiche occulte e manipolative tipiche dell'autore.

L'incidenza dei sogni, intesi non solo come attività notturna ma come "intermondo onirico" o risveglio a una dimensione spirituale, è centrale per il percorso esistenziale dei protagonisti, specialmente Cesare Serafini.



1. Il Sogno come Irruzione della Spiritualità nella Vita Materiale

In Apro gli occhi, il ruolo cruciale del sogno è assunto dalla "consapevolezza o la coscienza" di un aldilà, che irrompe violentemente nella vita piatta dei protagonisti, risollevandoli dalla routine materiale. L'opera è un thriller noir in bilico tra realtà e follia, in cui si manifestano eventi soprannaturali e distorsioni temporali.

Cesare Serafini (L'Impiegato): Cesare, il protagonista principale, è un uomo solitario e un impiegato grigio che vive una vita inutile e vuota. La sua frase chiave è: "vissuto solo è morto solo". La sua esistenza monotona e la sua alienazione sono stritolate dagli ingranaggi della vita. L'opportunità di riscatto e il senso per la sua vita arrivano tramite un piccolo mistero legato a un biglietto trovato casualmente, evento che lo porta a guardarsi dentro.

L'Effetto "Bomba d'Acqua": L'irruzione della spiritualità nella vita delle persone ha un effetto dirompente, devastante. Questo è il risveglio di coscienza che il protagonista non cerca, ma riceve. Nelle parti del romanzo ambientate nell'"intermondo onirico" (uno spazio non materiale), si muovono forze sottili e invisibili che trascendono la percezione. Il libro è un puzzle in cui frammenti, misteri, e delitti si mescolano tra fantasia e incubo, e la spiritualità (o la sua mancanza) è un tema onnipresente.

I sogni, o le visioni spirituali, sono l'unica via d'uscita dalla mediocrità e dall'alienazione. Cesare evolve da soggetto passivo a ricercatore di verità grazie a questa bomba d'acqua che lo colpisce. La discrepanza tra la sua vita precedente e la sua successiva ossessione per il mistero è spiegata dall'esigenza di riempire il vuoto interiore.

2. Onirismo, Linguaggio Occulto e la Manipolazione della Coscienza

Il romanzo esplora come la realtà sia celata a occhi profani, e il mondo onirico è intimamente legato a un livello di manipolazione invisibile.

La Stregoneria Mimetica e le Parole: Il potere della parola è un concetto centrale. La storia si sviluppa a partire dal ritrovamento del biglietto d'autobus con frasi enigmatiche, come parole solo parole gli sciamani sono Crudeli. Queste frasi e il concetto di stregoneria mimetica indicano come parole e simboli possano essere usati per influenzare l'inconscio collettivo e la realtà, arrivando a incantare e incatenare un'intera nazione.

I Deliri Collettivi: I personaggi sono soggetti a una realtà nascosta, dove Settimio Dominici (il sacrestano) perde la figlia a causa di una violenza che affonda le radici in complotti e ideali estremisti (Brigate Rosse). L'atmosfera è quella di un delirio, dove ideali rivoluzionari degenerano in perversione. I due aspiranti brigatisti, Roberto e Margherita, sono vittime di un meccanismo più grande di loro, dove la loro lotta per un mondo meno disumano viene manipolata da forze occulte.

L'Onirismo Contro la Razionalità: Il romanzo Apro gli occhi è descritto come un'opera che, pur utilizzando un linguaggio razionale, veicola emozioni primordiali attraverso una danza macabra. Il lettore è chiamato a scegliere se guardare la superficie oppure vedere ciò che si sta schiudendo sotto i vostri innocenti occhi. Questo è il risveglio traumatico alla realtà manipolata.

La natura onirica/esoterica del romanzo funge da lente attraverso cui viene svelata la manipolazione. I protagonisti non lottano solo contro forze umane (terrorismo, corruzione, Mani Pulite) ma contro poteri occulti che si manifestano nel mondo come delirio collettivo.

3. L'Incidenza sul Destino e la Redenzione dei Personaggi

Il risveglio (o la costrizione) alla dimensione spirituale o onirica determina il destino finale dei personaggi.

Cesare Serafini: La Redenzione del Perdente: Cesare, il classico perdente e uomo alienato, trova la sua strada grazie all'indagine spirituale. La sua vita vuota riceve un senso, portandolo a una redenzione finale. L'incontro con la dimensione ultraterrena lo cambia totalmente. Il suo sviluppo è quello di una persona che, pur essendo comune, apre gli occhi sulla realtà complessa, trovando un possibile riscatto.

Settimio Dominici: La Forza della Fede Contro l'Orrore: Settimio, il sacrestano mite, incarna la forza della fede. Dopo la perdita atroce della figlia, egli medita la vendetta per vent'anni. Nonostante sia un uomo semplice, la sua vita provata lo rende un sopravvissuto. Il suo percorso dimostra come la fede, anche se semplice, sia una costante contro le tragedie.

Margherita e Roberto: La Dissoluzione Ideologica e la Ricerca Mistica: Questi giovani, partiti con sogni e splendenti illusioni e l'ideale di cambiare il mondo, si ritrovano vittime, scoprendo che i loro ideali di lotta erano manovre di un meccanismo più grande. Margherita, in particolare, è spinta verso la ricerca di un significato totalmente estraneo al discorso politico ma appartenente invece al discorso proprio religioso.

In Apro gli occhi, il destino dei personaggi non è determinato da azioni razionali, ma dal modo in cui rispondono all'irruzione del soprannaturale. Per Cesare e Margherita, il sogno/visione spirituale è un percorso verso la ricerca di un significato, spesso a costo di confrontarsi con l'orrore e il male. La conclusione, cupa ma intrisa di spiritualità, suggerisce una possibile redenzione oltre la tragedia.

Commenti

  1. Il romanzo di Dario Vergari, a mio umile avviso, rappresenta una rivoluzione letteraria. Consente, infatti, di seguire le impronte di un thriller variegato nel quale ogni personaggio è specchio della nostra storia più o meno recente e, al tempo stesso, permette di vivere un'esperienza lirico - mistica attraverso gli escamotage del narratore che ricorre agli anagrammi, all'arte di interpretare i numeri. Incredibilmente molti estratti del testo commuovono. Sono scritti con il sangue, il dolore e la pietas, intesa come misericordia. Una volta finito "Apro gli occhi" resta tatuato per sempre nell'anima.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

PhoeniX: Un'Odissea Distopica nell'Apocalisse Futura

Chi è Dario Vergari e perché avete bisogno di lui