Dimensioni dell'Aldilà in "Apro gli occhi"
In "Apro gli occhi," il concetto di "mondo dell'aldilà" e di dimensioni spirituali e trascendenti è profondamente intrecciato con le esperienze dei personaggi, specialmente Cesare Serafini e Settimio Dominici, e si manifesta attraverso visioni, credenze religiose e concetti esoterici.
Dimensioni spirituali e il rapporto con il divino:
L'Oasi e il Regno Divino: Il romanzo presenta l'idea di un'"oasi" come rifugio spirituale e "sentiero sacro", uno "strumento di connessione con il regno divino". Questo luogo, accessibile attraverso la preghiera e la fede, è descritto come un'acqua viva, chiara, fresca e misericordiosa, dove i "nodi sono sciolti" e le cose appaiono nella loro verità. Sia Cesare che Settimio vi trovano pace e guarigione spirituale, un "grembo mistico" che culla e illumina.
Dio, il Padre, la Madre Celeste e gli Angeli: La fede cristiana è un elemento ricorrente. I personaggi pregano il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Settimio, nel suo dolore, invoca la Madre Celeste e la "Porta del Cielo" per essere accolto. Le visioni di Settimio nell'oasi includono "dozzine di figure luminose", descritte come "messaggeri del Cielo", "Cherubini, Serafini, Arcangeli, Angeli", che danzano intorno a lui.
L'Anima e l'Eternità: La prefazione del libro introduce i temi dei "sotterranei dell'anima e del corpo" e di un "circuito di desiderio per impegnarsi in qualcosa di sconosciuto che è l'eternità". L'anima è vista come proiettata in una "luce senza corpo" e la scrittura stessa come un mezzo per conoscere l'umanità. Per Settimio, il "tempo dell'uomo non è il tempo di Dio, ma il tempo dell'anima, sì. Non scorre come qui sulla Terra. È un tempo sospeso, simile all’eternità".
L'Inferno e il Male nel Mondo:
Inferno Terreno: Oltre a un paradiso spirituale, il romanzo esplora un "inferno" tangibile sulla Terra. La Milano degli anni '70 è descritta come un'Italia in "guerra civile", violenta e stratificata, dove la "data di amore e di innovazione è degenerata". Questo periodo di violenza e rapimenti viene definito come una "valle di tenebre" e un'Italia "sottosopra".
Il Richiamo al Demonio e a Baal: Il male è personificato attraverso il culto di Baal e la figura del "grigio". Malerba spiega che Baal è una divinità antica che si nutre del dolore e di "sacrifici umani", spesso "truculenti" e "dolorosi", preferibilmente con "giovani vittime". Un'antica leggenda milanese racconta di un "varco verso l'inferno" vicino alla basilica di Sant'Ambrogio, da cui si mormora "esca odore di zolfo" e si sentano "ribollire le acque dello Stige, il fiume infernale che conduce le anime dei dannati all’inferno".
Stregoneria Mimetica e Manipolazione: Malerba teorizza l'esistenza di una "società delle profezie" composta da "sciamani, sortilegi, maghi e stregoni" che utilizzano la "stregoneria mimetica" e l'"onomanzia" per manipolare la realtà e le coscienze delle masse. Essi creano bisogni indotti e divisioni per mantenere il controllo, trasformando la vita in un "labirinto" in cui l'esperienza è costruita. Questo sistema può rendere il mondo stesso un "inferno" e "casa del serpente", percepibile come paradisiaco solo dai "prescelti".
Esperienze di Aldilà e Trasformazione dei Personaggi:
La Discesa all'Inferno e la Salita al Paradiso: La prefazione suggerisce che "nella ferita si cela il segreto della nostra guarigione, così sarà la nostra discesa all’inferno per consentirci la salita al paradiso". Questa dinamica si riflette nelle prove affrontate dai personaggi.
Le visioni di Settimio: Durante le sue torture, Settimio sperimenta un "breve estratto di concentrato di inferno" fisico. Tuttavia, allo stesso tempo, la sua anima ascende in un'oasi di pace, dove riceve conforto da Aurora e Stella e vede "Angeli e Arcangeli".
Il viaggio spirituale di Cesare: Cesare Serafini, inizialmente un "uomo troppo umano" e "vissuto solo e morto solo", intraprende un viaggio di scoperta spirituale. Trova nella preghiera e nel rosario un "portale" per l'oasi, dove sente la presenza di Dio e si riconnette con il suo bambino interiore. La sua percezione della morte si trasforma da paura di "MORIRE SOLO" a comprensione che è "l'ultimo respiro, quello che trasporta nell'altra dimensione". Nel momento della sua morte, Cesare ha una visione del suo ritorno al Creatore, della Madre Celeste e della "Porta del Cielo", percependo "dimensioni sotto le cose" e un "abisso di luce" che è "eterno amore".
La Rivoluzione Spirituale di Margherita: Margherita, inizialmente impegnata nella lotta armata, comprende che la vera rivoluzione è quella personale e che la "speranza per salvarti dal folle mondo degli uomini è affidarti a Lui". La preghiera diventa per lei un mezzo per "abbattere dimensioni" e comunicare "l'umano col divino", ospitando il "corpo del Cristo".
La Profezia di un Mondo Rinato/Infernale: Malerba descrive un futuro in cui il mondo, con i "cuori induriti degli uomini" e le "anime piene di odio", diventerà esso stesso un "inferno" e la "casa del serpente". Tuttavia, parla anche di un "mondo rinato" dove gli "sciamani" (presumibilmente l'organizzazione occulta) avranno il "potere esecutivo".
In sintesi, "Apro gli occhi" non si limita a un'unica interpretazione dell'aldilà, ma lo esplora come un complesso insieme di dimensioni spirituali e mistiche, sia di elevazione divina (paradiso, oasi, presenza angelica) che di abisso infernale (il male concreto sulla terra, le torture, la manipolazione demoniaca). Le esperienze dei personaggi oscillano tra queste realtà, portando a una profonda riflessione sulla fede, la redenzione, il dolore e il potere, sia divino che occulto, che modella la loro esistenza.

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