Luna: Emozioni Estreme e Psiche Umana
Vivere sulla Luna, come descritto dalle esperienze di Auberon Young in "PhoeniX", evoca un complesso e spesso contraddittorio spettro di emozioni, che vanno dalla meraviglia infantile alla profonda desolazione, dalla sensazione di estraneità a un paradossale senso di casa, e dalla libertà fisica alla claustrofobia psicologica.
1. Dalla Meraviglia Infantile alla Disillusione Iniziale: Da bambino, Auberon sognava le stelle, che erano per lui "giardini luminosi di giochi colorati" e fonte delle sue "ore più felici". La Luna, osservata dalla Terra, era un "brillio magico". Tuttavia, la realtà dell'arrivo sul satellite porta una brusca disillusione. Il paesaggio lunare gli appare come "una crosta di desolazione. Ceneri, ceneri grigie, ceneri meno grigie, ceneri nere, il bianco è solo un’illusione della luce solare". La stessa base PhoeniX è vista come "una tana di topi". La luce lunare è "Livida, come in un obitorio. Così bianca che ti viene voglia di urlare", e l'universo è "polveroso e gelido", "morto" e "completamente vuoto", causando "nessuna sensazione di pace".
2. Il Paradosso del "Sentirsi a Casa": Nonostante la desolazione, Auberon sperimenta un'inattesa sensazione di appartenenza. Al suo primo sbarco sulla Luna, nonostante la definisca "molto più brutta" di quanto immaginato, confessa che "era come se stessi tornando a… casa, anzi, per la prima volta in tutta la mia vita mi sentivo veramente a casa". Questo sentimento di sentirsi "più a casa mia quassù di quanto non mi fossi mai sentito sulla Terra" contrasta fortemente con la sua perenne sensazione di estraneità vissuta sulla Terra.
3. Libertà Fisica e Soavità nella Bassa Gravità: La gravità ridotta della Luna offre una sensazione di libertà e leggerezza. Muoversi in assenza di gravità è descritto come "davvero soave". Auberon e Shaila scoprono che la bassa gravità aveva "tolto un sacco di divertimento all’umanità", ma "ce lo riprendemmo tutto, con gli interessi" nella loro intimità. La sensazione di leggerezza è tale che "Le vostre ossa non pesano più di quelle di un uccellino". Auberon arriva a dire che "la gravità, quale insospettato fardello per l’uomo. Non si avverte fino a che non ce ne liberiamo. Libertà è il nome della sua assenza".
4. Claustrofobia, Isolamento e Stress Psicologico: La vita in un ambiente chiuso e monotono genera una profonda solitudine e claustrofobia. Auberon si sente come in un "sarcofago, circondato da fantasmi" e descrive la base come un luogo dove si prova "un senso di isolamento totale". L'orizzonte lunare, "così vicino che sembra voglia balzarti addosso per divorarti", e l'universo "ancora più vuoto e grande", "triste e crudele", intensificano questo sentimento di isolamento. Per combattere la solitudine, Auberon confessa: "urlo dentro il mio casco. Così, tanto per fare rumore" e gli mancano le "voci che sbraitavano in mille lingue per le strade di Manhattan". La sua quinta vita, passata a scrivere, gli regala "la pace di un sudario". La mancanza di distrazioni e la percezione del tempo come "uno spaghetto troppo cotto" aggravano questa condizione.
5. Nostalgia e Malessere: Nonostante si senta a casa sulla Luna, Auberon prova nostalgia per la Terra. Gli manca "lo scroscio di un ruscello di montagna e magari il canto degli uccelli all’alba", e ricorda con affetto le cene a casa di Shaila e le domeniche con i suoi genitori a Coney Island, "quando per me apocalisse era una parola sconosciuta". La Terra è un "puntino blu che ho lasciato da qualche parte laggiù".
6. Emozioni Contraddittorie e Turbamenti: Le relazioni personali di Auberon sulla Luna sono influenzate dall'ambiente. Shaila, la sua compagna, nota la sua stranezza e il comportamento distratto, accusandolo di allontanarsi. Auberon, d'altra parte, sviluppa una gelosia e un sospetto inauditi, chiedendosi se la moglie abbia un amante. Questo lato oscuro emerge in parte a causa dell'"ambiente claustrofobico della base" e del trattamento Persinger. Quando Shaila si allontana, egli teme di "cadere nella voragine senza fondo". L'odio verso l'umanità sulla Terra, descritto come "un dato di fatto, un concreto pensiero razionale", e il disgusto verso "persone come i terrapiattisti, integralisti, oscurantisti, retrogradi, complottisti", riflettono la sua fuga dalla follia terrestre.
7. Impatto Sensoriale: L'ambiente lunare stimola i sensi in modi unici. L'odore della Luna è descritto come "polvere da sparo" con una "lieve traccia di ozono, un indecifrabile aroma di lampi". La luce bianca e cruda è talvolta intollerabile. Tuttavia, l'immersione nella serra lunare con i suoi colori verdi e l'umidità gli procura un "puro e semplice piacere".
In sintesi, vivere sulla Luna è per Auberon un'esperienza profondamente trasformativa e ambivalente. È un luogo di pace inaspettata e di disperata solitudine, di libertà fisica e di confinamento mentale, dove i sogni si confrontano con una realtà cruda e il passato torna a tormentare in modi nuovi e intensi. È un viaggio non solo nello spazio, ma anche nelle profondità della psiche umana.

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