Margherita: Ideali, Violenza e Redenzione Spirituale
Margherita incarna l'idealista che attraversa un percorso di profonda trasformazione, dalla fede nella lotta armata a una riscoperta spirituale, culminando in una tragica fine. Il suo arco narrativo offre significativi parallelismi con le riflessioni dell'autore sulla società, l'intelligenza umana e la natura della violenza.
1. Origini, Ideali e Coinvolgimento nella Lotta Armata
Margherita proviene da Brisighella, un ambiente rurale nella bassa valle del Lamone vicino a Ravenna. Figlia di contadini, viene inviata a studiare a Milano grazie ai sacrifici familiari, con l'ambizione di diventare maestra e migliorare la sua condizione sociale e quella dei suoi genitori. A Milano, si unisce ai movimenti di protesta, abbracciando ideali di diritti sociali, divorzio, aborto e femminismo. Crede che l'azione sia necessaria per opporsi al "sistema di potere capitalistico e borghese" e cambiare il mondo.
Il suo incontro con Roberto, che la chiama affettuosamente Margot, avviene durante una manifestazione a Milano. Con un gesto istintivo e coraggioso, fa lo sgambetto a un poliziotto per salvare Roberto dalle manganellate, e da quel giorno i due diventano inseparabili, uniti dalla comune aspirazione alla lotta. Un evento traumatico accelera la loro radicalizzazione: durante una protesta, un ragazzo accanto a loro viene colpito a morte dalla polizia, facendo prendere "vita e forma" alle "parole nuove" della rivoluzione nella mente di Margherita.
2. L'Impatto della Violenza e la Manipolazione
Margherita e Roberto vengono introdotti alla lotta armata da Sauro, un compagno di Roberto, che li mette in contatto con un misterioso "grigio", una figura anonima e burocratica che rappresenta i veri manipolatori. Vengono reclutati per un'azione di "autofinanziamento" che consiste nel rapimento di Stella Dominici, la giovane figlia del sacrestano Settimio.
Già durante il trasporto dell'ostaggio, la brutalità dell'azione inizia a scuotere Margherita. I rapitori le appaiono come "funzionari di qualche oscura dittatura sudamericana". Le implorazioni di Stella, una ragazzina "più esile di Margherita" che piange disperata per il padre, la turbano profondamente. Nonostante i tentativi di Roberto di razionalizzare l'azione come parte della "lotta del proletariato contro il capitale", Margherita percepisce che "c'è qualcosa di sbagliato".
3. Disillusione e Riscoperta Spirituale
La rivelazione della brutale morte di Stella, seviziata e trovata nuda nel bosco di Rogoredo, è un colpo devastante per Margherita. La voce implorante della bambina le "rimarrà impressa per sempre nelle orecchie". La scoperta che Sauro è stato assassinato e che il "grigio" li ha ingannati con "un sacco di balle", la porta a riconoscere di essere stata manipolata e "fregata". Questo segna un punto di non ritorno nella sua fede rivoluzionaria.
Durante il periodo di clandestinità con Roberto, Margherita si allontana ulteriormente dall'ideologia e trova conforto nella chiesa vicina, riscoprendo la preghiera. Giunge a una consapevolezza cruciale: "La rivoluzione c'è già stata. Duemila anni addietro. E ha insegnato che l'unica rivoluzione che valga davvero la pena di fare è quella personale. Dobbiamo cambiare noi stessi per cambiare il mondo. La morte porta solo altra morte.". Per lei, l'unica salvezza è "affidarsi a Lui, che ha dato la vita per te", abbracciando il "Dio cristiano, il Dio del perdono e dell'amore".
4. La Tragica Fine
Nonostante la sua nuova fede e il desiderio di abbandonare la violenza, Margherita è raggiunta da un destino brutale. Viene rapita dalla casa rifugio, drogata e condotta in un sotterraneo. Lì, subisce efferate torture. Il suo corpo, ormai senza vita, viene infine disciolto in acido in un bidone di ferro, cancellando ogni traccia della sua esistenza.
5. Paralleli con la Realtà Odierna e la Critica dell'Autore
La storia di Margherita risuona profondamente con le preoccupazioni di Dario Vergari sulla condizione umana e la società contemporanea:
L'Inganno degli Ideali e la Manipolazione:
Margherita incarna la visione "piuttosto pessimistica dell'intelligenza umana" dell'autore. Mossa da ideali nobili, la sua ingenuità la rende "facilmente manipolabile" da forze oscure che usano "parole" e "iettature" per indurre "azioni autolesionistiche". Il suo percorso evidenzia come le buone intenzioni possano essere pervertite e strumentalizzate da chi usa "la Settimana Enigmistica" anziché la lupara per "uccidere la gente".
La Violenza come Coercizione:
La sua esperienza del rapimento di Stella e la sua stessa tortura illustrano la definizione di violenza dell'autore. La violenza, sia fisica che psicologica, è uno strumento per piegare la volontà e ottenere informazioni.
La Frammentazione Sociale e la Ricerca di Senso:
Milano negli anni '70 è una città di "sofferenza" e "violenza". Margherita, come individuo, cerca un senso in questo contesto frammentato. La sua delusione per la lotta armata e la successiva riscoperta della fede riflettono la necessità di trovare un rifugio spirituale quando il mondo esterno non offre più certezze. La sua "vera rivoluzione" personale e spirituale si contrappone alla mancanza di "reazione" collettiva nella società odierna.
La Critica all'Accettazione Passiva:
Sebbene il suo percorso la porti a una forma di resistenza attiva (anche se manipolata), la sua storia contrasta con la tendenza odierna al "non reagire" e ad "accettare di essere resilienti" di fronte alla sofferenza. La sua ricerca di giustizia, pur finendo in tragedia, mostra una volontà di non cedere passivamente.
L'Invito ad "Aprire gli Occhi":
Il titolo del romanzo si riflette nel percorso di Margherita, che apre gli occhi sulla vera natura del mondo e sulla manipolazione. La sua storia funge da monito a "vedere dietro la realtà così come la percepiamo".
In conclusione, Margherita è un personaggio che incarna la tragedia dell'idealismo giovanile di fronte alla brutalità e alla manipolazione del potere. Il suo percorso, dalla ribellione alla riscoperta spirituale, la rende una figura complessa e profondamente umana, le cui vicende offrono una lente potente per interpretare la critica di Dario Vergari alla società e alla fragilità dell'intelligenza umana di fronte a forze maggiori.

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