Roberto Ranzoni: L'Idealista Tradito e la Disillusione

 


Il personaggio di Roberto Ranzoni, o "Roby", in "Apro gli occhi" di Dario Vergari, emerge come una figura emblematicamente tragica e complessa, un'incarnazione delle illusioni e delle disillusioni di una generazione, e offre un fertile terreno per paralleli con la realtà odierna e la visione dell'autore sull'intelligenza umana e le dinamiche sociali.


Roberto Ranzoni: Un Idealista Manipolato

Roberto è presentato come un figlio primogenito dell'industriosa alta borghesia milanese, cresciuto in un attico di via Turati con vista su Duomo e Alpi. Nonostante la sua posizione privilegiata, è un idealista mosso da profonde convinzioni: Libertà, Giustizia, Verità. Queste "parole magiche" cantano forte in lui, spingendolo a desiderare una società dove nessuno sia schiavizzato dal sistema. A differenza di molti suoi coetanei borghesi che si accontentano di "facili ribellioni a costo zero" o viaggi esotici, Roberto è attratto dalla lotta armata, vedendola come un mezzo per "alterare la realtà, di trasformare idee e parole in fatti". Questa attrazione è alimentata da una scarica di adrenalina che prova nelle situazioni pericolose.

Il suo percorso lo porta a unire le forze con Margherita, che conosce durante una manifestazione dove lei lo salva da due poliziotti. Insieme, cercano un modo per contribuire attivamente alla "lotta contro lo stato imperialista delle multinazionali". La loro ingenuità e il loro ardore giovanile li rendono però vulnerabili. Attraverso Sauro, un compagno di corso, vengono messi in contatto con il misterioso "grigio", una figura anonima e burocratica che li introduce a un'azione di "autofinanziamento".


La Declinazione del Sogno Rivoluzionario nella Cruda Realtà


Roberto e Margherita vengono così coinvolti nel rapimento della giovane Stella Dominici, figlia del sacrestano Settimio. Sebbene Roberto cerchi di razionalizzare l'azione, convincendosi che Stella "tornerà a casa" e che la lotta è "contro il capitale. Non contro ragazzine viziate!", la disperazione della bambina, che implora per il padre, scuote profondamente la sua compagna, Margherita. Questo è un primo segnale della deviazione dagli ideali iniziali. Roberto, pur turbato, si costringe a "non farsi coinvolgere emotivamente".

La sua storia culmina in una tragedia brutale. Credendo di voler alzare il livello dello scontro e procurarsi armi, Roberto cade in una trappola tesa dai veri manipolatori. Viene attirato fuori di casa con il pretesto di un problema alla sua Porsche, rapito, drogato, e sottoposto a orribili torture e interrogatori. Gli vengono dislocate le vertebre e viene minacciato con pinze per batteria e un cannello di saldatore, per fargli rivelare dove è nascosta Margherita.

La sua fine è agghiacciante: dopo essere stato indotto a confessare sotto tortura, viene ucciso con un'iniezione di eroina per "infangare il suo nome" e poi il suo corpo viene dissolto in acido insieme a quello di Margherita. La sua "vita sprecata", dedicata a ideali di cambiamento, si conclude con l'annullamento fisico e il tentativo di cancellare ogni sua traccia. Roberto è una "vittima del sistema", una "pedina" di un "meccanismo più grande", che ha creduto in "cose che poi dopo invece si rivelano totalmente false".


Paralleli con la Realtà Odierna e la Critica di Dario Vergari


La vicenda di Roberto Ranzoni offre una serie di parallelismi stringenti con le osservazioni di Dario Vergari sulla società contemporanea e sull'intelligenza umana:

1.  Pessimismo sull'Intelligenza Umana e la Manipolazione: Vergari esprime una visione "piuttosto pessimistica dell'intelligenza umana", con personaggi spesso impulsivi, facilmente manipolabili e incapaci di imparare dagli errori. Roberto è l'esempio calzante di un individuo con alti ideali che viene ingenuamente manipolato da forze occulte e organizzate. Crede di combattere per la "libertà delle masse" ma diventa uno strumento in una guerra che non comprende pienamente. La sua incapacità di "individuare la causa della sua schiavitù" è un tema centrale del romanzo e una critica ricorrente dell'autore.

2.  La "Stregoneria Mimetica" e la Costruzione della Realtà: Il concetto di "stregoneria mimetica", dove parole e simboli manipolano l'inconscio, si manifesta nel modo in cui Roberto è attratto dalle "parole magiche" (Libertà, Giustizia, Verità) e dai "mantra della lotta" della lotta armata. Questi ideali, seppur nobili sulla carta, vengono piegati e distorti da una "società segreta" che usa la "Settimana Enigmistica" anziché la lupara per "uccidere la gente". Roberto diventa un "soldato, volenteroso, spietato, e maledettamente efficiente", un burattino in una sceneggiatura non scritta da lui.

3.  La Frammentazione Sociale e la Perdita di Riferimenti: Dario Vergari descrive una società moderna "molto frammentata" dove "ognuno pensa per sé" e manca una "reazione" collettiva all'oppressione. Roberto, pur agendo per ideali collettivi, si ritrova solo nella sua lotta, tradito dai suoi stessi "compagni". La sua ricerca di un senso e di un'appartenenza lo rende vulnerabile a chi offre una struttura, anche se questa è intrinsecamente perversa.

4.  La Violenza come Strumento di Coercizione: L'autore definisce la violenza come "un atto che si compie per indurre le persone a fare alcune cose". Roberto e Margherita ne sono vittime, costretti a cooperare sotto tortura e poi eliminati per "non dare spiegazioni" o per "infangare il loro nome". Le BR stesse, agli occhi dei veri manipolatori, sono solo un mezzo, e i loro "ideali di lotta... erano solamente manovre per indurre una certa fetta di popolazione a compiere atti autolesionistici".


In conclusione, Roberto Ranzoni non è solo un personaggio che vive e muore in un thriller. È un'esplorazione profonda delle conseguenze dell'idealismo non temperato da un senso critico e dalla consapevolezza delle vere dinamiche del potere. La sua storia, in "Apro gli occhi", funge da potente monito sulle fragilità dell'animo umano e sulla facilità con cui le più pure intenzioni possono essere corrotte e strumentalizzate, un messaggio che Dario Vergari estende a una critica acuta e pessimistica della società odierna.


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