Apro gli occhi: Svelando Verità Nascoste
Panoramica Generale:
"Apro gli occhi" di Dario Vergari è un romanzo complesso e poliedrico che mescola generi come il thriller, l'horror, il giallo e il romanzo introspettivo, toccando temi politici, sociali, religiosi e umani. È un "romanzo puzzle" che si articola attraverso vicende concatenate ambientate in tre periodi specifici: 1953, 1974 e 1992.
Temi Principali:
Il Potere della Parola Scritta e del Linguaggio (Onomanzia):
L'introduzione sottolinea che la civiltà si è evoluta grazie a segni e parole che hanno materializzato idee, plasmato la realtà e indotto azioni. "Questo è il potere della parola scritta. La carta canta, forte e chiaro."
Il concetto di "onomanzia" viene introdotto come "L’arte che usano gli sciamani per dirigere la realtà. Per far sì che si manifestino spontaneamente avvenimenti mediante pantomime e profezie. Stregoneria mimetica." Questa "magia nera" si manifesta attraverso anagrammi, traslitterazioni, calembour e persino numeri (come il 92/29, simbolo di sventura), influenzando eventi e destini.
Malerba spiega come "La società delle profezie... si occupa di scegliere le persone in base agli anagrammi nascosti nei loro nomi, e le usano per i loro scopi" , citando esempi come "Moro? Muoro. A scoprire l’Aids ci hanno messo uno chiamato Aiuti."
Le "iettature" sono descritte come "All’apparenza sciocchezze. Immagini. Canzoni. Slogan. Modi di dire, parole, nomi, che vengono imposti, instillandoli nelle menti mediante un lento e ben studiato gocciolio", dimostrando come il linguaggio possa manipolare la percezione della realtà e persino il destino.
La Ricerca della Verità e la Disillusione:
Il romanzo è un viaggio che "illumina, stordisce, e rischia di indurre alla follia" i personaggi e i lettori, spingendoli a confrontarsi con verità nascoste.
I personaggi, in particolare Cesare, si trovano a mettere in discussione la realtà e il proprio ruolo. Cesare, dopo aver visto il sacrestano in luoghi inaspettati, riflette: "La realtà si è rivelata più folle del sogno più folle e malato."
La disillusione colpisce anche i personaggi più idealisti come Margherita e Roberto, che negli anni Settanta "volevano cambiare il mondo" ma si ritrovano coinvolti in un "thriller elaborato ed intelligente" che li costringe a confrontarsi con la crudeltà e la manipolazione.
Il Contrasto tra Bene e Male, Innocenza e Violenza:
Il romanzo esplora la "dolorosa frattura tra ciò che si sente di essere e tra ciò che si è in realtà". Questo si manifesta nei personaggi che oscillano tra bontà intrinseca (Settimio, Stella) e una violenza latente o manifesta (Roberto, Fabio Bricciotti).
La storia è un "mosaico: politica, violenza, vita, morte, sadismo… un romanzo in bilico tra realtà follia, tra il bianco dell’innocenza, il nero della cattiveria, il grigio dell’incoscienza e il rosso del sangue che si sparge tra le vite delle persone e tra ideologie politiche estremiste".
La figura di Settimio Dominici, "uomo timido, dall’aria intellettuale, semplice e mite, un sacrestano di una parrocchia, vedovo il quale aveva perso la sua unica figlia", è un esempio di resilienza di fronte a tragedie inimmaginabili, come l'omicidio brutale di sua figlia Stella. La sua sofferenza è un contrappunto alla malvagità di personaggi come Fabio Bricciotti, che gode nell'infliggere dolore.
Il Ruolo del Tempo e della Memoria:
La narrazione "muta come il tempo che passa e che si muove assieme ai suoi eroi, coprendo un lungo arco temporale". Gli eventi del passato (1953, 1974) riemergono e influenzano il presente (1992), dimostrando la persistenza delle conseguenze.
La memoria, sia personale che collettiva, è un elemento centrale. Cesare rivive il suo passato e la storia d'Italia (gli anni di piombo, gli attentati) attraverso i giornali e i sogni, mentre Settimio è perseguitato dal ricordo della figlia. Il romanzo suggerisce che il passato non è mai veramente passato, ma continua a "colpire le retrovie della storia".
Anche se gli eventi storici possono essere "notizie da dimenticate dei telegiornali… eppure ciò che accade influenza la nostra esistenza, il nostro presente ed il futuro di tutti".
La Spiritualità e la Fede come Rifugio e Guida:
La fede e la preghiera offrono un rifugio in un mondo caotico. Cesare riscopre la preghiera e la fede come un'oasi, un modo per riconnettersi con un senso di pace e trascendenza.
La chiesa di San Nazaro e la figura di padre Pellegrino rappresentano luoghi e persone di conforto e guida spirituale.
Margherita, nonostante il suo impegno rivoluzionario, riscopre la fede e crede che "l’unica rivoluzione che valga davvero la pena di fare è quella personale", trovando pace nella preghiera e nel corpo di Cristo.
Personaggi Chiave e Loro Rilevanza:
Cesare Serafini: Un impiegato di finanziaria vicino alla pensione, inizialmente solo e apatico. La sua vita si intreccia con quella di Settimio e Serena, e viene scosso da una serie di eventi che lo portano a "aprire gli occhi" sulla realtà e sulla sua spiritualità. La sua trasformazione è centrale per il tema della riscoperta e della ricerca di senso.
Settimio Dominici: Un sacrestano "mite" e "remissivo", ma con una profonda resilienza, segnato dalla brutale perdita della figlia Stella. La sua storia di vendetta e la sua capacità di mantenere la fede nonostante il dolore rappresentano la lotta interiore contro il male.
Serena Ventura: Compagna di Cesare, descritta come "equilibrata e di natura allegra". Nasconde un segreto doloroso riguardante suo figlio, Cesare, che rivela la complessità delle vite "normali" e l'impatto del male anche in contesti insospettabili.
Margherita e Roberto: Due studenti universitari e aspiranti rivoluzionari degli anni '70. Rappresentano la disillusione degli ideali e il coinvolgimento involontario in una realtà più oscura di quanto immaginassero. La loro vicenda sottolinea il tema dell'influenza delle ideologie e del prezzo della "lotta armata".
Fabio Bricciotti (il Grigio): Un personaggio enigmatico e crudele, il "Comasina Jones", che agisce come un "sicario" e un "torturatore", godendo dell'agonia delle sue vittime. Rappresenta la personificazione del male e della manipolazione, legato al mondo dell'onomanzia e dei sacrifici umani. Il suo soprannome "il Grigio" riflette la sua anonima ma letale efficienza.
Stile e Struttura Narrativa:
Il romanzo è caratterizzato da uno "stile poliedrico e una costruzione equilibrata", con "episodi concatenati che convergono verso un'unica storia".
L'autore utilizza "flashback, flashforward e cambi di scena repentini" per tenere il lettore incollato alle pagine, creando una sensazione di "lampi abbaglianti che illuminano, stordiscono, e rischiano di indurre alla follia".
La scrittura è "audace, coraggiosa, assolutamente originale" e "trasmette emozioni primordiali pur usando un linguaggio razionale".
La narrazione include elementi di "realismo magico", con "eventi soprannaturali e distorsioni temporali, mai spiegati, arricchiscono la narrazione di un alone di mistero".
Conclusione: "Apro gli occhi" è un'opera profonda e stimolante che invita il lettore a riflettere sulla complessità della condizione umana, sulla natura della verità e del male, e sul potere invisibile delle parole e della storia. È un libro che "si continua a pensare anche dopo averli finito".

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